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2011, l'anno record di furti e rapine
 Postato da admin il 01-02-2012 10:29:23
Per le rapine nelle abitazioni è un vero quanto allarmante boom: sono cresciute del 28 per cento in pochi mesi. Un´inversione di tendenza che spiazza i sociologi e preoccupa tutte le forze di polizia. A documentarlo sono i dati riservati che le prefetture di tutta Italia stanno inviando al Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale, e che Repubblica è in grado di anticipare.

I furti in appartamento sono cresciuti nell´ultimo anno del 15 per cento, così come le rapine e i borseggi. Gli omicidi sono "stabili": 610 casi nel 2011. Aumenta invece il peso degli stranieri nella contabilità criminale. La percentuale degli immigrati senza permesso di soggiorno nel totale delle denunce per reati legati alla droga è arrivata a 34.5 per cento. Un record, non è mai stata così alta. Sono numeri ricavati dalle denunce presentate a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza. Sono provvisori, perché ancora non tutti gli uffici hanno provveduto a inviare le statistiche. Ma chi li sta raccogliendo prevede che quelli definitivi sulle rapine e i furti saranno corretti al rialzo, intorno al 18-19 per cento. Abbastanza per parlare di emergenza sicurezza.
Emergenza che i recenti casi di cronaca nera avevano fatto solo intuire. Per esempio il duplice omicidio a scopo di rapina del commerciante cinese e della figlioletta di pochi mesi, avvenuto a Roma qualche settimana fa. O lo scippo con aggressione di sei giorni fa in centro a Milano, di cui è stata vittima una imprenditrice che girava in bicicletta. Episodi che hanno fatto rumore, ripresi da tutti i telegiornali. Ma è sfogliando le cronache locali che si ha la percezione della paura e del disagio vissuto da chi vive lontano dall´attenzione delle telecamere, negli angoli meno esposti della provincia italiana. Rapine in villa, aggressioni ai proprietari, il crimine che entra in casa e terrorizza. E poi scippi e borseggi subiti in pieno giorno, furti con scasso. Cioè le varie forme in cui si declina il reato predatorio contro la ricchezza.
Un incremento come quello del 2011 non si verificava dal triennio 2004-2007, ma allora la fase espansiva era stata più graduale. A determinare quell´impennata avevano contribuito solo una parte di reati: i borseggi, i furti di automobili e nei negozi. Quelli commessi in appartamento e gli scippi in realtà erano in costante diminuzione. Nel 2009, come si legge nell´ultimo Rapporto sulla Criminalità e la sicurezza in Italia, le denunce di furto erano 2500 ogni 100 mila abitanti. Lo stesso trend per le rapine, in netta flessione negli ultimi venti anni, eccezion fatta per il picco del 2007 (90 casi ogni 100 mila abitanti, 18 volte di più rispetto al 1970). Dopo quell´anno nero, erano crollate e sembravano destinate a diminuire.
I sociologi sono i primi ad essere sorpresi dall´impennata del 2011. Una prima spiegazione la azzarda il sociologo Marzio Barbagli in questa pagina. Sarebbe colpa della crisi economica, entrata negli ultimi dodici mesi nella fase più aggressiva, con licenziamenti in aumento e sempre più giovani tenuti ai margini del mercato del lavoro. Un periodo in cui, politicamente, si sono sovrapposte la fase decadente dell´ultimo governo Berlusconi e l´ingresso del tecnico Mario Monti. E nel quale si assiste all´oggettiva difficoltà delle forze dell´ordine, che da mesi denunciano carenza di mezzi e strutture. Anche per questo la crisi ha dispiegato i suoi effetti più oscuri e criminali.





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