Comunicato Confcommercio Belluno n. 28/2018
Data: Giovedý, 12 aprile @ 17:54:13 CEST
Argomento:


ALIMENTARISTI CONFCOMMERCIO BELLUNO: ATTENZIONE E PREOCCUPAZIONE SUL FRONTE “GRANDE DISTRIBUZIONE”
Si è riunito nel pomeriggio di mercoledì 11 aprile il Direttivo Provinciale del gruppo alimentaristi di Confcommercio Belluno. Occasione per fare il punto della situazione su molti temi di attualità e su novità di interesse per la categoria.


Innegabile come l’attenzione sia focalizzata sulle prospettive di sviluppo di nuova grande distribuzione commerciale in un territorio già saturo ed in un contesto economico che vede le piccole realtà dei paesi sempre più in sofferenza strette fra la morsa della fiscalità, della burocrazia e della concorrenza generata da una distribuzione che soffoca le piccole attività facendo leva su vari fattori fra i quali ad esempio condizioni diverse sul fronte dei contratti di lavoro, aperture domenicali e condizioni logistiche ovviamente opposte rispetto a quanti operano ancora nei piccoli o medi centri storici, nelle frazioni o negli ambiti montani.

Tenendo alta l’attenzione rispetto alle prospettive legate alla zona di Cesana in Comune di Lentiai, tema sul quale si è svolto un recente incontro con il sindaco Vello, il Direttivo alimentaristi rinnova l’allarme per lo spopolamento dei paesi e dei centri storici, per la chiusura di decine di attività che rappresentavano la spina dorsale dell’economia bellunese, per l’assoluta mancanza di efficaci e strutturali politiche di sostegno affinché chi resiste possa garantire un futuro di carattere socio economico alle proprie attività, famiglie e comunità.

«Una responsabilità», afferma Andrea Dal Pont, presidente provinciale degli alimentaristi «che la politica, gli amministratori, le istituzioni devono affrontare con scelte precise e programmazione di lunga veduta. Quello che fino ad oggi è mancato nonostante la nostra associazione, inascoltata, da decenni spinga per uno sviluppo economico e commerciale equilibrato. È il momento di un deciso cambio di rotta che consideri davvero cruciali i centri, le città storiche, i paesi minori, per il futuro sociale, economico e turistico del nostro territorio. Ne va anche dei valori legati all’ambiente, alle politiche sociali ed ai costi conseguenti».






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