Comunicato Confcommercio Belluno n. 5/2023
Data: Venerd́, 17 febbraio @ 08:14:11 CET
Argomento:


ALCUNE CONSIDERAZIONI SULL’AUMENTO DELL’IMPOSTA DI SOGGIORNO A FALCADE (DI CESARE RIZZI *)
Egr. Direttore, relativamente alla recente decisione della nuova Amministrazione Comunale di Falcade di procedere da luglio 2023 al raddoppio dell’imposta di soggiorno, mi sento di esprimere alcune considerazioni partendo dal presupposto che il nostro Comune si definisce nello statuto TURISTICO, quindi con vocazione all’ospitalità.



Anzitutto leggo sul prospetto allegato alla comunicazione una alquanto bizzarra classificazione dei soggetti che operano nel settore. Credo infatti che sia la legge sia il buon senso identifichi TUTTE le strutture atte ad accogliere il turista come STRUTTURE RICETTIVE. Certo con varie specifiche ma tutte atte a ricevere e far pernottare il turista e tutte legalmente classificate e perciò purtroppo delegate, ope legis, alla riscossione del tributo in questione.
 
Altro particolare curioso è il fatto che non si inizi il cambio tariffa ad inizio stagione ma in luglio, cioè esattamente a metà stagione estiva. Come è ovvio ci sarà sicuramente una giustificazione burocratico/amministrativa assolutamente insormontabile ed imprescindibile... peccato che siano poi le imprese a dover rifare preventivi e contratti già stipulati con molti mesi di anticipo dovendo far digerire ai clienti un maggior onere per poter soggiornare nelle nostre località.
Ciò premesso ricordo che l’imposta di soggiorno va a colpire il turista residente in tutte le strutture ricettive della nostra valle, turista che, chi più chi meno, pernottando da noi produce benefici diretti ed indiretti alla comunità che lo ospita. Certo a volte anche disagi comunque ampiamente compensati dall’indotto prodotto e dalle varie tasse/imposte /affitti ecc...  pagate al Comune dagli investitori/operatori del settore turismo.
 
In questo contesto, già da sempre mi è sembrato assurdo pretendere una gabella da chi ci rende un favore soggiornando e così alimentando l’economia locale, raddoppiarla tout court, in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, mi è sembrato perlomeno un azzardo.
 
Certo non mancheranno le giustificazioni di rito come ad esempio la drammatica situazione economica dell’Ente, il fatto che tutti lo fanno, l’esiguità della precedente tariffazione e sicuramente altro.
 
Ammetto per altro che ormai il turista in generale ha digerito l’imposta e non discrimina i luoghi turistici per questo motivo. Certo è che a fronte di disservizi o mancanze legate al soggiorno come ad esempio la scarsa manutenzione dell’area o dei sentieri, l’esiguità dei servizi a disposizione, il trasporto pubblico insufficiente, l’offerta commerciale e di svago al limite minimo, il turista ci chiede come venga utilizzata l’imposta di soggiorno se poi la situazione è da anni stagnante.
 
In conclusione, sono certo che non saranno queste poche riflessioni a far cambiare una decisione già presa, ma auspico, anzi sono sicuro, che ci sarà da parte dell’Amministrazione, un’adeguata e altrettanto solerte riflessione sui temi qui trattati al fine di compensare con prossimi ed altrettanto alacri interventi la sgradita decisione.
 
* delegato comunale Confcommercio Falcade e presidente del Sindacato provinciale campeggi di Confcommercio Belluno







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